Sto invecchiando. E non lo dico perchè fresca di compleanno mi sento sempre piu vicino agli *enta. No, lo dico perchè ogni giorno che passa il mio corpo si ribella e non lo riconosco più.
Un tempo in pieno inverno bighellonavo con maglie sopra l'ombellico e la felpina strizza braccine ignara di scatenare l'invidia delle compagne di classe avvolte, loro malgrado, in pellicce di bisonte foderate di puma di montagna.
Oggi? I tre strati di vestiario sono una norma, il quarto un'optional benvoluto, col quinto ho in regalo i tergicristalli elettrici.
Una volta potevo saltellare per casa come una gazzella, azzardare una capriola giocosa sul letto, atterrare su un piede e improntare una verticale da circense senza rischiare il pronto soccorso così, tanto per festeggiare l'arrivo dei Backstreet Boys in Italia (haaahaaa, errori di gioventù).
Ora? Mi piego di lato per prendere il lenzuolino da stirare da sotto il tavolo da stiro e ZACK! muscolo trapezio stirato e infiammato... e una settimana di cazzuolate di Lasonil non me la leva nessuno.
L'umidità? Ahhh, in adolescenza mi ritrovavo spesso a crogiolarmi in poetiche fantasie d'eroici passati e invidiavo del nonno gli acciacchi metereopatici: duole la caviglia? Vento da nord-ovest. La coscia? Piove e sta sicura che sarà così perchè la pallottola del partigiano non perdona e non mente mai, cara mia!
Pallottole o fratture segna-tempo non ne ho ma stamani mi sono svegliata coi gomiti doloranti che manco Agassi dopo un tour de force d'allenamenti non ne ha mai patito.... e fuori? Tempesta.
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