 Nome: Ilaria o Iaia Sono una 27enne lunatica e un'inguaribile ottimista. Mi piace ridere, disegnare, leggere e viaggiare. Faccio finta di sapere il francese, l'inglese manco ci provo. Adoro i gatti e tutta la Natura in generale. Vivo spesso nel mondo dei Sogni e non sono molto abile ad arrampicarmi sugli specchi, nonostante ci provi quotidianamente. Amica sincera, amante fedele, bambina-non-prodigio, sorella incompresa, figlia degenere.
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4 risate °°° 4 stelline °°° 4 paperelle
Sera estiva, poco distante dalla battigia del mare. - C'è odore di granchi morchi.
-. Brevi cenni d'assenso col capo, poi segue il silenzio... - Che cavolo sono 'sti granchi morchi?!!? -.
mercoledì, 31 ottobre 2007, 22:00
C'era una volta Indiana Jones, un avventuriero alla ricerca continua di tesori perduti...
No cacchio, ho sbagliato storia....
(fruga tra le carte che infestano la scrivania, lancia dietro le spalle libri e libri dalle pagine ingiallite e ammuffite)
Ah ecco, dunque... ecco la storia vera... cof cof... sgaooorghhhhl... sono pronta... cof... sì.
C'era una volta una ragazza che non riusciva a mantenere un lavoro decente per più di un anno (e chi oggigiorno, invece, ce l'ha è solo per intercessione divina).
In preda alla disperazione più nera, per non salassare la cara eredità lasciatale dal padre alla funesta morte e, aggiungo, accumulata con tanta fatica e dolore, decise suo malgrado di lavorare in una cartolibreria della sua città, accettando la misera paga di 300 €.
A fine contratto i titolari non potevano offrire che un'indecente contratto a chiamata. Decise, quindi, di cercare qualcosa che l'aiutasse a pagare i 400 € di affitto e le care vecchie bollette di luce, acqua, gas e telefono... per non contare la spesa per sè stessa, per il moroso convivente che se magna 2 etti di carbonara a pasto e pappe + sabbietta-raccogli-pipì&pupù per i due gatti disutili mangiatori a sbafo.
Un giorno le si presenta una buona opportunità: accantonare i sogni di gloria e le proprie aspirazioni artistico-creative per accettare un posto come ape-operaia in una famosa ditta di intimo.
Nonostante la fatica fisica (no, non rischiava certo il colpo della strega, ma di sicuro le mani le si affettavano meglio di un crudo di Parma), arrivava a fine giornata esausta ma soddisfatta, il tempo volava via velocemente e le colleghe erano buone e simpatiche. Insomma, un bell'ambiente di lavoro.
Ogni tanto, durante le proprie sane 8 ore di lavoro, le capitava di alzare il capino e osservare la zona uffici sita al piano superiore dell'edificio ma non aveva ambizioni e manco la voglia di salirci.
Guardava in alto così, quando stramadonnava a causa di quell'ennesima scatola che le tagliava le dita peggio d'un machete.
Accadde, però, che il capo notandola così volenterosa e precisa nel suo lavoro a magazzino, decida di impegnarla in ufficio e precisamente in quello commerciale.
Seppur la ragazza non sappia minimamente cosa diavolo significa lavorare in ufficio commerciale e tanto meno trattare con clienti importanti, decide di accettare il nuovo lavoro in primis perchè le bollette ancora non hanno imparato a pagarsi da sole e vendere i gatti per bisogno disperato non è che ci guadagnerebbe una lira, figuriamoci un euro.
Questo è solo l'epilogo dell'avventura che la ragazza sta per affrontare, il seguito della storia avverrà con millesettecentocinquantasei puntate, insomma, come una serie annuale di Beautiful.
(serra il grosso tomo da cui stava leggendo con un tonfo sordo; a fatica lo riposa sulla scansia impolverata accarezzandone, infine, la ruvida copertina prima di abbandonarlo fino alla prossima lettura)
AMEN
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venerdì, 26 ottobre 2007, 20:20
Ho l'ansia da prestazione...
nel senso che mi vogliono far fare un lavoro che io NON sono in grado di compiere manco se mi innestano il C.I.P. DELLE CAPACITA' UNIVERSALI.
Responsabile commerciale Italia di una ditta che gestisce clienti parecchio importanti.
Mi sento piccina picciò.
C'ho l'angoscia, altro che ansia!
................... Voglio fare la mantenuta.................
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mercoledì, 24 ottobre 2007, 19:01
Haha, HAHAHAHA, HAHAHAHA!
Penso di avere un culo (scusate il latinismo) grosso come una balena.
Qualche settimana fa mi lamentavo della mia grama vita, giravo per casa come un'anima in pena implorando che il mondo mi ridesse un pizzico di autostima.
In una famiglia dove tutti hanno fatto e stanno facendo qualcosa di importante o almeno di cui andare fieri, io mi sentivo la classica pecora nera che finisce a fare l'operaia. Che non c'è nulla di male, è un lavoro dignitoso come tanti altri, solo che non era quello che mi auspicavo.
E ora che è cambiato? Che il capo m'ha parlato e vuole trasferirmi ai piani alti! Non so per quanto, non so se m'ha raccontato una frottola, ma pare che da novembre io passi dalle stalle alle stelle.
Siccome non sono mai stata così fortunata stento a crederci o almeno preferisco vivere la cosa con distacco, si sa mai...
Mi lamentavo anche del fatto che non facevo da secoli qualche lavoro creativo e ora mi ritrovo col calendario zeppo.
SONO CONTENTA!
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martedì, 16 ottobre 2007, 17:10
Ultimamente ogni mio giorno lavorativo inizia con una sirena aziendale che pare stia arrivando un'incursione aerea.
A pranzo idem.
Alla ripresa anche.
All'uscita tris con patate.
Qualcuno sa come sabotare una sirena aziendale?
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martedì, 09 ottobre 2007, 17:11
Io e una trottola siamo cosa sola. Almeno oggi.
Credo di non aver mai galoppato così tanto in vita mia. Tra un piglia tre reggiseni neri e imbustali con quelli bianchi col pizzo ma fa attenzione che siano quelli col pizzo e le bretelline di tessuto e non quelli col coso trasparente.... insomma... avrò fatto tanta strada come da Rovigo all'Aspromonte. -.- Andata e ritorno.
Poi c'è un vecchio anche lì, il proprietario dell'azienda che ti osserva come un facocero che punta una bella e rossa mela... no, non come un maniaco ma come uno schiavista che gode nel vedere gente sotto di sè (prima o poi sfodererà il frustino da antico capo cantiere egizio).
Come faccio ad aver compreso tutto ciò in un giorno di lavoro? Semplice: le malelingue ovunque vai le trovi sempre.
Non so se resisterò molto ma siccome pagano bene devo stringere i denti e cercare di portare a termine qualche mese. Intanto mi sento un calzino rivoltato!!!
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lunedì, 08 ottobre 2007, 12:57
Oggi c'ho un colloquio di lavoro in un'azienda che produce reggiseni. Non so se sia conveniente per una piatta come una tavola da surf! -.-
Vabbè che mica devo indossarli, ma non potrebbe diventare deleterio per la mia bassa stima verso il personale settore pettorale? GH! Spero che paghino bene...
Porca pupazza, qui NON ci sono trucchi di magia svelati.... fatevene una ragione!
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giovedì, 04 ottobre 2007, 13:36
Un giorno l'Ale si sveglia e si scopre inquieta.
Io vado sul suo blog e sentenzio quel tanto per farla arrabbiare... lo sa bene che sono una cazzara, non dà molto peso a quel che scrivo ma nonostante questo credo di irritarla un poco.
Qualche giorno dopo mi sveglio e mi scopro inquieta.
Credo che l'Ale abbia gufato, oppure questo nostro rapporto di parentela virtuale fa sì che l'una contagi a distanza l'altra... un po' come accade ai gemelli.
Solo che io so perchè mi ritrovo inquieta: c'ho un calo di autostima... in campo artistico.
Una volta mi ritenevo abbastanza creativa, sarà che entrare al liceo artistico ogni giorno era un po' come immergersi nel calderone dell'ingegno creativo. Varcavi la soglia dell'enorme portone di legno e ZACK! il lato destro del cervello s'attivava come per incanto (altro che Hoghwarts).
Ora a malapena riesco a fare la punta alla matita.
Il brutto è che devo affrontare una prova: creare il mio personalissimo biglietto da visita, colui che spiegherà al mondo intero chi sono e cosa faccio in 8,5 x 5,5 cm.
Intanto sono riuscita a trovare un nome ad effetto, un gioco cervellotico di parole tanto per far vedere quanto sono schizzata: "ARTISTICAMENTE" che può esser letta come una parola unica o come due spezzate... la prof di disegno tecnico qui ha lasciato il segno visto che era lei quella dei giochi di parole cervellotici. Pensare che durante i suoi viaggi mentali mi domandavo cosa fumasse di così pesante... ora mi ritrovo a usare la sua tecnica a rebus.
Pensavo un biglietto da visita traboccante di colori vivaci, un po' psichedelico, con spirali, fiori (papaveri da oppio? muhaha... ahò che rido è fantastica sta cosa!) raggi solari.
Mi trovo un po' in difficoltà perchè non ho mai disegnato una roba del genere, sono sempre stata minimalista e un po' picassiana, invece adesso mi tocca affrontare un trionfo di linee e colori.
Siccome non so da dove cominciare l'autostima inizia a scendere ai piani bassi, ora sta più o meno ad altezza caviglie.
AVVERTENZE: Questo post non è assolutamente utile all'umanità!
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