Da parte di babbo, poi, sono tutti un po' particolari.
Babbo aveva 7 fratelli, famiglia polesana vecchio stampo, tutta campi da coltivare, mani indurite dai calli e pelle scurita dal sole. Per capirci, zie abilissime ai fornelli che usano il lardo per insaporire la focaccia o che con le spezie dosate a puntino sanno togliere quel retrogusto selvatico dalla cacciagione.
Persone discrete, di poche parole, quasi timide...
Persone che conosco a frammenti e che se decidessi di unire non farebbero nemmeno una vita intera.
So poco di loro, molto poco e, come dicevo in principio, è parte della mia vergogna.
Oggi ho incontrato due di loro e nel sentirli parlare mi sono sentita, mio malgrado, risucchiare da questo mondo parallelo che rifuggo vigliacca per non fare i conti con la coscienza. Mi sono sentita risucchiare e allo stesso tempo ammaliare, perché non sono stati noiosi come credevo o come ricordavo.
Così ho scoperto che nonno per sfamare i figli dava pure da mangiare le bisce terricole se, ahimè per loro, gli tagliavano la strada mentre era per strada in bicicletta.
Ho scoperto che si può accettare ed amare in ugual misura la figlia di un tradimento, seppur "nel paese piccolo la gente mormori" (e che nonna, anche se ne portava lo stesso nome, non era così santa come la Madonna).
Minuscoli frammenti che ancora non aiutano a completare una vita. Sento qualcosa di prezioso scivolarmi dalle dita...
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