Blogger: Rezar
Nome: Ilaria o Iaia
Sono una 27enne lunatica e un'inguaribile ottimista. Mi piace ridere, disegnare, leggere e viaggiare. Faccio finta di sapere il francese, l'inglese manco ci provo. Adoro i gatti e tutta la Natura in generale. Vivo spesso nel mondo dei Sogni e non sono molto abile ad arrampicarmi sugli specchi, nonostante ci provi quotidianamente. Amica sincera, amante fedele, bambina-non-prodigio, sorella incompresa, figlia degenere.

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Sera estiva, poco distante dalla battigia del mare. - C'è odore di granchi morchi. -. Brevi cenni d'assenso col capo, poi segue il silenzio... - Che cavolo sono 'sti granchi morchi?!!? -.
mercoledì, 20 agosto 2008, 19:03
Qualcuno mi ha fatto notare che il post precedente può essere frainteso. Che di base il concetto è apprezzabile, intuibile ma che troppa schiettezza scatena un certo disagio che porta il lettore a pensare negativo.
Quindi un po' per mettere in chiaro le cose, anche per me stessa, cerco di spiegare cosa sto combinando in questo periodo della mia vita.
Sono stata lasciata in maniera molto brusca da un ragazzo che ho amato incessantemente per più di tre anni. Mi ha raccontato molte bugie che ho sempre perdonato. Mi ha tradito dopo un anno e mezzo di convivenza e ci sono passata sopra. Mi ha tradito una seconda volta ma non mi ha dato possibilità di scelta o di combattere per aggiustare le cose.
Tutto questo mi ha fatto soffrire in una maniera insopportabile. Sapere che il tradimento si trascinava da un mese, mi ha sconvolto. Non c'è stato rispetto nemmeno alla fine della storia.
Ho sempre combattuto sola per la coppia?! Temo di sì.
Poi, una persona che considero fantastica, un'amica di cui non posso fare a meno ha iniziato a seguirmi pazientemente sopportando i miei pianti, i momenti di rabbia e di paura, per elargire ogni volta consigli per potermi risvegliare presto da quest'incubo che non sembrava finire.
Per far capire meglio il mio stato d'animo in quei momenti vi dico questo: di punto in bianco mi sono ritrovata a tornare a casa dal lavoro e trovarla vuota, cucinare per una persona, passare ore senza dialogo, sdraiarmi a letto e non percepire il corpo del mio fidanzato accanto o sentire il suo respiro nel buio, desiderare di essere baciata o abbracciata e non poter essere soddisfatta.
Ho vissuto tutto questo avvolta in un dolore tremendo, col cuore che batteva a mille da mattina a sera, e la mattina dopo riprendeva in ugual modo.
Desideravo cullarmi mestamente in questo dolore che non voleva abbandonarmi ma ho avuto amici, colleghi e famigliari tutti attorno a me che non mi hanno dato modo di avvilirmi fino al punto di non ritorno.
Quanti consigli ho ascoltato, quanti colpi sulla spalla ho ricevuto... ma finché il dolore invade il cuore, le belle parole che vengono dall'esperienza o dal desiderio di dare una mano, non le fai tue! Si è sordi fintanto che non decidiamo di risollevarci, di voltare pagina e riprendere a vivere.
Poi accade qualcosa di particolare, ti rendi conto della libertà ottenuta, di questo svincolo sentimentale che ti lascia la possibilità di conoscere molte persone, anche dal punto di vista sessuale... e di non dover rendere conto a nessuno del tuo agire, se non a te stessa.
Ovviamente tenendo sempre presente che davanti a me ho delle persone e che come tali devono essere rispettate nei pensieri e nei sentimenti.
Quindi, spinta soprattutto dal desiderio di socializzare, ho cominciato ad uscire e a fare nuove conoscenze.
Con taluni di loro, lo ammetto senza problemi, ho provato subito un'attrazione fisica fortissima e nel momento che avvertivo che la cosa era reciproca, perché non soddisfarci a vicenda? Cosa me lo impedisce in questo momento?
Non sono oggetti queste persone, non sono pezzi di carne e tanto meno dei bambolotti gonfiabili... sono ragazzi che mi parlano di cosa fanno attualmente, di come hanno vissuto in passato, dei problemi in famiglia, dei progetti e dei desideri. E io li ascolto, domando, dialogo, mi confronto, litigo.
Poi per qualcuno di loro provo quel qualcosa in più che ci fa passare ad un livello successivo che non trovo mai e poi mai superficiale o fine a sé stesso. Come ho detto precedentemente, anche per come ci si comporta nell'intimità si capisce che tipo di persona è quella che hai davanti... in quei momenti si è più vulnerabili, più veri, meno disinibiti. Ed è meraviglioso! Più dell'orgasmo.
Il non avere vincoli sentimentali ti dà quella possibilità di poter sperimentare caratteri diversi. C'è chi si accontenta di conoscere una persona alla volta. Io no... ed il motivo è semplice: se frequento una persona troppo a lungo poi inizio a non poterne più fare a meno. Da lì ad innamorarsi (o comunque infatuarsi) il passaggio è breve... e lo dico perché mi conosco bene ed è comunque un modo di gestire le situazioni del tutto personale. C'è chi riesce a mantenere un certo distacco con più self-control, io ho altri modi di difendermi.
Ora è ancora troppo presto per rimettersi in gioco. Devo e voglio imparare molte cose sulle persone, soprattutto dell'altro sesso.

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domenica, 03 agosto 2008, 22:17
Quando sono stata lasciata dal mio ex, la mamma mi ha regalato due perle di saggezza:
1_ di divertirmi e di non farmi scrupoli a provarne a letto quanti più possibili (è stata più schietta in verità, ma dai, un po' di bonton non guasta);
2_ di non accontentarmi.
Non mi sono mai accontentata dei miei partner, nonostante chi ha vissuto le mie storie dall'esterno dica l'incontrario. I miei amori hanno dovuto passare al mio scrupoloso vaglio numerosi fattori.
Se poi ho dimostrato un animo masochista, beh, questo è tutto un altro discorso.
Quindi il punto 2 l'ho badato ben poco. Quel che ha colto la mia curiosità è stato il punto 1.
Quando mi è stato detto così, lo ammetto, ho riso in faccia a mia madre. Ho pensato: ma figurati se è una cosa importante!
Devo dire che ora, mettendolo in pratica, non mi dispiace affatto. E capisco di un ragazzo molte, moltissime cose. Soprattutto il suo vero lato passionale.
Mi sembra di aver vissuto nel limbo per secoli... e ora mi freno a malapena e solo perché sono dotata di una certa moralità.
Quel che so per certo è che storie serie per ora non ne desidero. I coinvolgimenti sentimentali saranno banditi per numerosi, numerosissimi mesi. Se poi capita che trovo l'amore della mia vita, beh, allora sarà ben accolto. Ma per riuscire a conquistare il mio cuore, cavolo, dovrà faticare parecchio!
Per ora continuo a uscire con ragazzi sempre diversi, dai diciannove ai trentanni, vergini o meno, spavaldi o discreti... ma con la mia stessa voglia di divertirsi, di confrontarsi, di conoscersi, di sperimentare.
Questo punto e a capo non è mai stato così ben apprezzato.

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giovedì, 19 giugno 2008, 17:01
Fine di un Amore meraviglioso, vero e sincero.

Mi domando perché certa gente non si fa i cazzi propri invece di fregare i morosi alle altre e mi domando perché appena le cose si complicano o non vanno per il verso giusto non si cerca di riparare un pochino... bastava un semplice cerotto e un po' di pazienza.

Meglio troncare l'arto a quanto pare.

Ti odio stronza, cerca di non farti vedere davanti a me..

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venerdì, 11 aprile 2008, 23:51
Me ne vergogno profondamente, ma non sono un asso nei rapporti familiari. Sarà che da piccola mi annoiavo a morte nei giri di saluti al parentado che adesso mi viene l'orticaria solo a pensarci.
Da parte di babbo, poi, sono tutti un po' particolari.
Babbo aveva 7 fratelli, famiglia polesana vecchio stampo, tutta campi da coltivare, mani indurite dai calli e pelle scurita dal sole. Per capirci, zie abilissime ai fornelli che usano il lardo per insaporire la focaccia o che con le spezie dosate a puntino sanno togliere quel retrogusto selvatico dalla cacciagione.
Persone discrete, di poche parole, quasi timide...
Persone che conosco a frammenti e che se decidessi di unire non farebbero nemmeno una vita intera.
So poco di loro, molto poco e, come dicevo in principio, è parte della mia vergogna.
Oggi ho incontrato due di loro e nel sentirli parlare mi sono sentita, mio malgrado, risucchiare da questo mondo parallelo che rifuggo vigliacca per non fare i conti con la coscienza. Mi sono sentita risucchiare e allo stesso tempo ammaliare, perché non sono stati noiosi come credevo o come ricordavo.
Così ho scoperto che nonno per sfamare i figli dava pure da mangiare le bisce terricole se, ahimè per loro,  gli tagliavano la strada mentre era per strada in bicicletta.
Ho scoperto che si può accettare ed amare in ugual misura la figlia di un tradimento, seppur "nel paese piccolo la gente mormori" (e che nonna, anche se ne portava lo stesso nome, non era così santa come la Madonna).
Minuscoli frammenti che ancora non aiutano a completare una vita. Sento qualcosa di prezioso scivolarmi dalle dita...

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lunedì, 18 febbraio 2008, 19:08
Ieri ho raccattato un vecchio cd di mio padre, un gruppo musicale sconosciuto ai più ma che è stato tra le colonne sonore della mia infanzia. Il gruppo in questione è, ta-dah... suspance...
Ricordo che papà insegnò a me e a mia sorella a ballare il rock'n roll sulla base di "Travelin Band"... robe da far morire dal ridere da quanto dovevamo essere comiche!
Io sono due anni più grande di mia sorella ed allora ero anche un po' più alta e un po' più forte (a differenza d'ora che sono più tappa e più mingherlina), quindi della coppia facevo l'uomo: la prendevo, le facevo fare la giravolta, la rilanciavo indietro e la tenevo salda per una mano, la ritiravo a me, di nuovo la lanciavo all'indietro ma questa volta la mollavo per lasciarla indietreggiare, alchè lei prendeva la rincorsa in fondo al salone, io nel frattempo allargavo le gambe e swissssh, l'afferravo giusto in tempo per lasciarla scivolare sotto di me. Quindi o c'avevo la forza di farla ritornare indietro e in piedi oppure la mollavo senza troppe remore sul pavimento... che tanto era un gioco, il rock ti caricava di adrenalina ed era tutto un ridere a crepapelle. Crescendo abbiamo anche evoluto i nostri balletti! Sì sì, arrivai addirittura a sollevarla da terra come fa Kledi con Rossella Brescia. Pure a farla appoggiare in volo prima sull'anca destra e poi su quella sinistra, uè che lividi tremendi!
Era bello ballare con papà che ci guardava, felice che la musica che adorava iniziasse a piacere anche alle sue figlie. Era bello scovare lo sguardo di mamma che abbandonava la cucina attirata dalle nostre risate e che abbozzava qualche passo di rock a sua volta.
Sono ricordi che sbucano fuori dalla memoria come per magia... quelli evocati da un odore, da un suono, da un sapore. E' meraviglioso ritrovare questi ricordi che sì, lo ammetto, mi mettono un po' di nostalgia addosso, ma che mi fanno sentire vissuta.
Toh, su YouTube ho trovato la canzone in questione... faccio la multimediale e la posto qui sotto:

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Fare un viaggio in Giappone;
Trovare una casetta in campagna che costi poco (e farmi un'adorata cabina-armadio stile americano);
Trovare un lavoro che mi piace e che paghi bene (seeeh, ora sto proprio esagerando);
Diventare più alta di 10 cm? No eh?;
Trovare un Amore vero e sincero e sperare che questa sfiducia e titubanza passi in fretta;
Continuare a vivere alla giornata, con il "carpe diem" come mantra;
Piantarla di cuccare solo ventenni! Anche se sono dei figoni rugbysti...
Beh visto che siamo in vena di mission impossible, direi anche tornare nella mia cara e vecchia taglia 40 (tanto per usufruire di tutti quegli abiti che mo stanno un po' strettini);

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