Nome: Ilaria o Iaia Sono una 27enne lunatica e un'inguaribile ottimista. Mi piace ridere, disegnare, leggere e viaggiare. Faccio finta di sapere il francese, l'inglese manco ci provo. Adoro i gatti e tutta la Natura in generale. Vivo spesso nel mondo dei Sogni e non sono molto abile ad arrampicarmi sugli specchi, nonostante ci provi quotidianamente. Amica sincera, amante fedele, bambina-non-prodigio, sorella incompresa, figlia degenere.
Sera estiva, poco distante dalla battigia del mare. - C'è odore di granchi morchi.
-. Brevi cenni d'assenso col capo, poi segue il silenzio... - Che cavolo sono 'sti granchi morchi?!!? -.
Me ne vergogno profondamente, ma non sono un asso nei rapporti familiari. Sarà che da piccola mi annoiavo a morte nei giri di saluti al parentado che adesso mi viene l'orticaria solo a pensarci.
Da parte di babbo, poi, sono tutti un po' particolari.
Babbo aveva 7 fratelli, famiglia polesana vecchio stampo, tutta campi da coltivare, mani indurite dai calli e pelle scurita dal sole. Per capirci, zie abilissime ai fornelli che usano il lardo per insaporire la focaccia o che con le spezie dosate a puntino sanno togliere quel retrogusto selvatico dalla cacciagione.
Persone discrete, di poche parole, quasi timide...
Persone che conosco a frammenti e che se decidessi di unire non farebbero nemmeno una vita intera.
So poco di loro, molto poco e, come dicevo in principio, è parte della mia vergogna.
Oggi ho incontrato due di loro e nel sentirli parlare mi sono sentita, mio malgrado, risucchiare da questo mondo parallelo che rifuggo vigliacca per non fare i conti con la coscienza. Mi sono sentita risucchiare e allo stesso tempo ammaliare, perché non sono stati noiosi come credevo o come ricordavo.
Così ho scoperto che nonno per sfamare i figli dava pure da mangiare le bisce terricole se, ahimè per loro, gli tagliavano la strada mentre era per strada in bicicletta.
Ho scoperto che si può accettare ed amare in ugual misura la figlia di un tradimento, seppur "nel paese piccolo la gente mormori" (e che nonna, anche se ne portava lo stesso nome, non era così santa come la Madonna).
Minuscoli frammenti che ancora non aiutano a completare una vita. Sento qualcosa di prezioso scivolarmi dalle dita...
Ci sono delle volte che penso alla montagna e non posso che ridere a crepapelle.
Quando ero piccola si andava in villeggiatura assieme ai nonni materni, delle sagome di persona!
Nonno, come già raccontato in precedenza, è un chiacchierone cronico e nonna sono decenni che lo sopporta malamente.
Appena nonno apre bocca, nonna manifesta il disappunto con un: "OooooooooooooooH mammaaaaaaaa!", in un crescendo che sfiora il muro del suono e che mette ansia come un allarme antiaereo.
Ricordo benissimo quella volta che eravamo sul ciglio di un bel burrone, ma proprio bello eh!
Scendeva ad imbuto e al suo termine, centinaia e centinaia di metri più sotto, scorreva il classico ruscelletto limpido e luccicante. Se avevi fortuna, da qualche grossa pietra sull'erta scoscesa, potevi pure intravedere le marmotte crogiolarsi al sole. Il burrone in questione si chiama, appunto, "Parlamento delle marmotte"*.
Probabilmente stavo prendendo a calci una pietra aspettando che la ciurma proseguisse verso il sentiero, quando sentii un discorso del genere: Nonno: " Maaaaryyyy, vieni qui, varda che bel burron!" Nonna: " No no, che te me butti de sotto!"
Ahhh, che cari! *.* Quanta fiducia che traspare dopo oltre cinquant'anni di matrimonio!
Oppure quella volta che ho beccato il nonno con un fascio di ortiche in mano, ma spaventose eh, del tipo ricoperte completamente da una bianca e fitta peluria che fa molto pianta carnivora.
Nonno inizia a strofinarsi in testa il fascio d'erbe pruriginose elogiandone la capacità d'aiutare la circolazione sanguigna... nel mentre testa e volto cominciavano a diventare bordeaux.
Qundi si mette a inseguire me e mia sorella brandendo le ortiche in aria e dicendo: Nonno: "Sentiii quiiii Ilariaaa, senti quiiii Marta come se sta ben. Vieni, provaaa... è meglio di uno shampoo alle ortighe!". Farà anche bene ma col cacchio che ci tenevo a diventare violacea.
Quindi eccoci a scappare terrorizzate (ma anche un po' divertite) verso nonna che proteggendoci col suo corpo gridava: Nonna: "Sta lontano ti, assa (=lascia) stare le putine sa!", con un tono tra l'irritato e lo spaventato.
Mitico! Oddio, ora che ci ripenso ho corso il rischio di passare tutta la villeggiatura a grattarmi il cranio piangendo tutte le mie lacrime. o.O
Bellissima anche quella volta che, la sera, abbiamo guardato in tv "Il Signore degli Anelli" prodotto dalla Walt Disney che, nonostante fosse indirizzato a un pubblico minorenne, era di difficile comprensione. Era un intreccio di cartoni animati e scene con attori veri... già questo era un'innovazione cinematografica che, allora, lasciava spiazzati i bambini. Gli orchi, poi, erano talmente orrendi da sconnetterti in primis il cervello dallo shock emotivo.
Infatti, a fine film, io e sorella ci mettiamo il pigiama pensando scosse a quelle immagini strampalate mentre nonno non la finiva più di elogiare la storia, la produzione, la realizzazione. Vedendoci perplesse ci chiede un parere e noi candidamente a confessare: "Ma veramente non c'ho capito niente".
Lui, quindi, si siede pazientemente sul letto e inizia: "Allora, c'era questo villaggio di hobbit..."
E nonna: "Sito (=sei) matto?!? Assa andare le putine a letto che xè tardi! Ma dimmi te, el vole raccontarghe tutta la storia... Ma xè tardi ciò, lasciale dormire!!".
Che poi dormire coi nonni nella stessa stanza era un'avventura, russavano entrambi da far tremare le pareti. Almeno così ho fatto l'abitudine e ora a malapena mi desta la sveglia! ^_^
Ieri ho raccattato un vecchio cd di mio padre, un gruppo musicale sconosciuto ai più ma che è stato tra le colonne sonore della mia infanzia. Il gruppo in questione è, ta-dah... suspance...
Ricordo che papà insegnò a me e a mia sorella a ballare il rock'n roll sulla base di "Travelin Band"... robe da far morire dal ridere da quanto dovevamo essere comiche!
Io sono due anni più grande di mia sorella ed allora ero anche un po' più alta e un po' più forte (a differenza d'ora che sono più tappa e più mingherlina), quindi della coppia facevo l'uomo: la prendevo, le facevo fare la giravolta, la rilanciavo indietro e la tenevo salda per una mano, la ritiravo a me, di nuovo la lanciavo all'indietro ma questa volta la mollavo per lasciarla indietreggiare, alchè lei prendeva la rincorsa in fondo al salone, io nel frattempo allargavo le gambe e swissssh, l'afferravo giusto in tempo per lasciarla scivolare sotto di me. Quindi o c'avevo la forza di farla ritornare indietro e in piedi oppure la mollavo senza troppe remore sul pavimento... che tanto era un gioco, il rock ti caricava di adrenalina ed era tutto un ridere a crepapelle. Crescendo abbiamo anche evoluto i nostri balletti! Sì sì, arrivai addirittura a sollevarla da terra come fa Kledi con Rossella Brescia. Pure a farla appoggiare in volo prima sull'anca destra e poi su quella sinistra, uè che lividi tremendi!
Era bello ballare con papà che ci guardava, felice che la musica che adorava iniziasse a piacere anche alle sue figlie. Era bello scovare lo sguardo di mamma che abbandonava la cucina attirata dalle nostre risate e che abbozzava qualche passo di rock a sua volta.
Sono ricordi che sbucano fuori dalla memoria come per magia... quelli evocati da un odore, da un suono, da un sapore. E' meraviglioso ritrovare questi ricordi che sì, lo ammetto, mi mettono un po' di nostalgia addosso, ma che mi fanno sentire vissuta.
Toh, su YouTube ho trovato la canzone in questione... faccio la multimediale e la posto qui sotto:
Sto invecchiando. E non lo dico perchè fresca di compleanno mi sento sempre piu vicino agli *enta. No, lo dico perchè ogni giorno che passa il mio corpo si ribella e non lo riconosco più.
Un tempo in pieno inverno bighellonavo con maglie sopra l'ombellico e la felpina strizza braccine ignara di scatenare l'invidia delle compagne di classe avvolte, loro malgrado, in pellicce di bisonte foderate di puma di montagna.
Oggi? I tre strati di vestiario sono una norma, il quarto un'optional benvoluto, col quinto ho in regalo i tergicristalli elettrici.
Una volta potevo saltellare per casa come una gazzella, azzardare una capriola giocosa sul letto, atterrare su un piede e improntare una verticale da circense senza rischiare il pronto soccorso così, tanto per festeggiare l'arrivo dei Backstreet Boys in Italia (haaahaaa, errori di gioventù).
Ora? Mi piego di lato per prendere il lenzuolino da stirare da sotto il tavolo da stiro e ZACK! muscolo trapezio stirato e infiammato... e una settimana di cazzuolate di Lasonil non me la leva nessuno.
L'umidità? Ahhh, in adolescenza mi ritrovavo spesso a crogiolarmi in poetiche fantasie d'eroici passati e invidiavo del nonno gli acciacchi metereopatici: duole la caviglia? Vento da nord-ovest. La coscia? Piove e sta sicura che sarà così perchè la pallottola del partigiano non perdona e non mente mai, cara mia!
Pallottole o fratture segna-tempo non ne ho ma stamani mi sono svegliata coi gomiti doloranti che manco Agassi dopo un tour de force d'allenamenti non ne ha mai patito.... e fuori? Tempesta.
Avevo detto che lavoravo due minuti, no? Beh ne sono passati addirittura dieci quindi sono stata anche BRAVA!
In realtà ho smesso di lavorare per due motivi:
1_ mi ha appioppato l'archivio sbagliato, in quello giusto c'era 1/10 del lavoro già fatto, è poco ma chi me lo fa fare di lavorarmi tutti i 10/decimi?
2_mi sono ricordata di cosa volevo scrivere!
Avevo promesso alla Miki che avrei raccontato al mondo della nostra avventura alla tendopoli. Allora avevamo sì e no 12-13 anni ed era la prima volta che andavo a dormire per 3 giorni in tenda.
Il fatto che eravamo rimasti nella stessa città, che le tende erano state erette nel cortile del Vescovado e che se eri tanto sgaio da riuscire ad aggirare i controlli da andare a dormire comodamente a casa tua, è irrilevante.
Ma vuoi mettere l'avventura di mettere il proprio sacco a pelo nell'unico cratere del cortile? E dormirci per due notti? Pazzesco!
Così com'era pazzesco dormire accanto alla Miki che, dovete sapere, è allergica ai cambi di temperatura, luogo, spazio e tempo (oltre che della polvere, latticini, polline, quantità di mercurio da intossicazione, ecc.).
Così la prima notte ci eravamo ripromesse di chiacchierare dino (dino?), fino a tardi, alla facciaccia dei genitori che ci mandavano a letto con le galline, evvai!!!
E invezze!
Alla fine è successo più o meno questo:
IAIA: Miki sei sveglia? MIKI: Pni! (sì raffreddato) IAIA: Avevamo detto che dovevamo parlarci fino a tardi! MIKI:(pausa di uscita dal dormiveglia) ... raccontami una barzelletta! IAIA: 'Notte Miki! MIKI: Pnotte!
Ma quanto era bello, poi, svegliarsi alle sei di mattina a causa di uno scampanellio di vacca e temere che venisse a brucare l'erba proprio dove stavi dormendo? Ma, più che altro, cosa cavolo ci fanno delle vacche in centro a Rovigo??? E che se ne fanno i seminaristi delle vacche? Non ce li vedo proprio a prendergli il latte ogni mattina o rimestare il burro nella zangola!!!
Se poi la notte invece di dormire bisbigliavi allegramente con le compagne di tenda, la punizione era una corsa attorno al cortile in pigiama e ciabatte. Che c'entra se il cortile era il doppio di un campo da rugby e se c'erano ortiche sparse un po' ovunque? Se poi rientravi con un pipistrello attaccato ai capelli diventavi un dio.
Ma quel che ricordo con piacere è un episodio accaduto l'ultimo giorno: eravamo in cerchio a fare il consueto rito di ringraziamento per i bei momenti passati assieme. Nel momento di silenzio, di raccoglimento interiore, di collegamento con l'alto dei cieli, di riflessione e di pentimento, di raccordo con l'anima, di noia mortale, ecco partire da uno scricciolo di bambino un'emissione rumorosa di gas intestinali (detta così, in maniera alquanto elegante).
Alzo gli occhi dalla treccina di fili d'erba che stavo componendo per ammazzare il tempo e vedo aprirsi una voragine attorno al bambinetto e lui lì, solitario, a ridersela beatamente unendosi al coro di tutti noi altri che, manco a dirlo, ci rotolavamo sul campo come caimani in calore. Ma il bello era vedere il prete non riuscire a riprendere la preghiera perché se la rideva a crepapelle anche lui. Ecco questi diocesani "umani" sono belli da ricordare, quelli che stavano vicino ai ragazzi e che li ascoltavano davvero. Peccato che poi vengono sempre trasferiti in qualche remoto paesino della Val di Fassa o a predicare in qualche nuraghe della Sardegna. C'est la vie!
Tempo fa sono stata invitata in Piemonte dall'Ale. Il giorno prima della partenza abbiamo organizzato un incontro a Torino con un nostro comune amico e la notte, dopo i consueti bagordi ai murazzi, siamo andati a dormire a casa di lui.
Entrando in casa già ci siamo rese conto che, se ci andava bene, avremmo trovato posto in un divano, ma la galanteria del nostro amico ha fatto sì che ci destinasse il letto matrimoniale.
IO: "Grazie Alf... ma scusa, te dove dormi?" - mi guardo attorno per la stanza e noto solo una specie di divanetto d'altri tempi -
ALF: "Qui!" - e indica il divanetto d'altri tempi lungo la metà di lui -
IO: "Alf ma scherzi? Ci stai solo se ti pieghi in due... no no, non se ne parla, dormi nel matrimoniale con me e l'Ale, tanto io non mi offendo e nemmeno lei che tanto s'è già piazzata lontana da te"
L'ALE: "Sgrunt!" - si infila sotto le lenzuola alla velocità della luce, ee nella parte più remota del letto -
IO: "Vero Ale che non ci scandalizziamo se dormiamo tutti e tre nello stesso letto?!?"
L'ALE: "No... no..." - ma la faccia dice altro -
Alla fine Alf si mette a dormire con noi, io mi ritrovo in mezzo a far incetta di bordi di cuscini e cercando di assestarmi nella fessura tra un materasso e l'altro.
Saranno passati sì e no 5 minuti che Alf parte a russare, dapprima molto sommessamente poi in maniera sempre più assordante.
Io cerco di trattenere una risata stratosferica, ci provo per educazione e per non svegliare i miei compagni di dormita, ma più cerco di trattenermi dal ridere e più il suo russare si fa forte...
Manco a dirlo, quando stavo per scoppiare ecco che sento un risolino sommesso dalla parte dell'Ale.
Io: "Ale, pensavo stessi dormendo!!!"
L'Ale: Ma è impossibile, ti pare?" - scoppiamo a ridere -
Io: "Porca vacca non ce la facevo più, ma come facciamo a dormire? Manco mio nonno russa così forte!"
L'Ale: "Non lo so ma non ho mai sentito qualcuno russare in così tanti modi diversi in una notte sola!" - in effetti Alf sta modulando russate differenti -
Io: "Chissà i vicini cosa pensano di lui!"
L'Ale: "Io credo lo odino!"
Io: "Senti?!?? Questa russata è nuova! Si è evoluto"
L'Ale: " Sì, come i Pokemon!!!"
Abbiamo pure provato a registrare con l'ausilio del cellulare la sua sinfonia, ma la mattina dopo abbiamo scoperto che si sentiva male, appena un fruscio di fondo.
Ricordo anche che una volta scese dal suo appartamento mi sono fermata sulla strada, ho alzato la testa verso il suo balcone e ho atteso... non ho atteso che Alf apparisse sul bancone e mi salutasse l'ultima volta con la manina, no no... ho atteso la sua russata anche se da 7 piani più sotto. Peccato che Torino era già sveglia e i rumori cittadini coprivano qualsiasi altro suono. Ma ci scommetto che senza i rombi di motore della Torino mattiniera l'avrei sentito di certo!
Haaaahaaaaa! Stanotte ho sognato di andare a un concerto dei Take That e, per un colpo di fortuna, trovarmi seduta in seconda fila. Mark Owen (il membro nano) si avvicina cantando e mi accarezza il volto... io mi sento una sua grande fan e lo guardo e sorrido imbarazzata. Poi il sogno continua col resto del concerto in cui fanno vedere uno spezzone di un altro concerto (boh, mancanza di canzoni da proporre) e comparivano membri sconosciuti che il mio inconscio ama creare (una specie di personale licenza onirica).
Eppure io non sono mai stata molto interessata ai Take That e ricordo perfettamente quando è iniziata questa follia mondiale; ero in prima superiore e un giorno, entrando in classe, trovo le compagne tutte indaffarate a scambiarsi le FIGURINE (cioè, vi rendete conto?) della band.
Pensiero fulmineo mi colpì, il pensiero è il seguente: "Chi cavolo sono questi Take That?".
La pazzia generale è continuata per ANNI, anni in cui mi sorbivo le risatine isteriche, gli sguardi sognanti e la frenesia pre-apparizione-televisiva... se poi doveva uscire il singolo nuovo...cheiddiocelascampi!
Io, a dispetto della moda, nuotavo controtendenza disprezzando le loro canzoni cantate spesso e volentieri dal solo Gary Barlow e il dimenare assurdo dei loro corpi in magliette attillate, canotte bagnate, pinocchietti, calzini neri a mezzo polpaccio e giacche aperte con nulla sotto... ma negli anni novanta si andava vestiti così? Ho un baratro mnemonico.
Poi il gruppo si sciolse per abbandono di Robbie Williams, s'era stufato di ballare e lasciare la scena canora a Gary (giustamente).
Fu quando iniziarono ad entrare nell'ombra che domandai alla mia vicina di casa le cassette dei loro album e me le duplicai (SIAE abbiate pietà, che cavolo di soldi può possedere un'adolescente di vecchio stampo?).
Iniziai ad ascoltare la loro musica per conoscerli e, ammetto, qualche brano era orecchiabile, di quelli che entrano dentro subito... tipo "Back for good" o "Relight my fire" .
Tutto questo per dire che ho apprezzato il loro ritorno e che "Patience" la trovo molto carina.
p.s.: Ho cercato come un'ebete per un'ora su YouTube un video erroneamente affibbiato ai Take That per poi capire e scoprire che era dei BoyZone... il video e canzone in questione è "Words", cover dei Bee Gees.
Siccome i BoyZone mi piacevano di più metto il video in questione in visione.
Una fetta di vita che estirperei volentieri dalla memoria sono quelle settimane passate (contro la mia volontà) nei camposcuola diocesani di metà estate.
Il rito, ogni anno, era sempre questo: MAMMA: "Ti ho iscritto al camposcuola parti tra un paio di settimane" IO: "Non voglio, mi rifiuto, piuttosto vado a raccogliere le carote nei campi" MAMMA: "Basta storie, devi imparare a socializzare, non puoi stare sempre chiusa in camera!" IO: "Ci vado solo se ci viene la Miki!" MAMMA: "Dirò a sua mamma di iscriverla!" IO: "Yuppieee, speriamo non m'ammazzi" Miki veniva iscritta al camposcuola contro la propria volontà, ma come si dice, mal comune mezzo gaudio.
Quello che non sopportavo dei camposcuola erano gli animatori che cercavano con le buone e con le cattive di farti partecipare a giochi "socialmente utili" a lavori "socialmente utili" a scambi di opinione "socialmente utili". In altre parole dovevi giocare a una caccia al tesoro dove nei foglietti invece di enigmi tipo "Recati all'albero dal tronco a forma di ics e cerca a terra la soluzione" ti trovavi "Vangelo secondo Matteo, terzo versetto, 18"... li detestavo! Oppure ti toccava fabbricare collane di perline grosse quanto una palla da golf per poi andarle a vendere nei paesi sottostanti... non le avrebbe comprate manco mia nonna! Oppure dovevi cercare di decifrare frasi come "imparare a costruire i propri ponti" o "imparare a metter giù la maschera"; dopo due settimane ti chiedevi perchè cavolo non ci avessero detto subito di cercare di relazionarsi di più col prossimo e di smettere di essere ciò che non si è veramente. Ma si sa che i diocesani amano parlare per metafore.
Episodi di vita vissuta:
- Lo Svedese Ricordo un ragazzo molto carino, che il penultimo giorno s'è messo a cantare Wanderwall degli Oasis... praticamente me lo volevo sposare. Era alto, capelli corti e biondi, tranquillo e s'era pigliato il soprannome di Svedese. Sediamoci dove si può vedere bene lo Svedese, vorrei essere nel gruppo di lavoro dello Svedese, chissà dove abita lo Svedese, chisenefrega di sta preghiera da scrivere, mi guardo lo Svedese... insomma, il sogno di diverse notti di mezza estate. Quel che m'ha stupito, però, è stato incontrarlo l'anno sucessivo completamente cambiato. Io e la Miki (quell'anno era stata lei a incastrarmi) ci siamo fatte il viaggio d'andata piene di amore e di speranza di rincontrarlo, e alla fine? Boh, pareva un barbone: capello lungo alla Kurt Cobain dei poveri, ingobbito peggio di Quadimodo e pieno di brufoli che se li univi veniva fuori una cartina geografica completa dell'America del Sud.
Amore infranto, ma si sa che gli amori estivi durano poco.
- Le perline Il 1° giorno di campo bisognava decidere che lavoro svolgere: pirografare portafogli e portachiavi in cuoio, puntocrocettare bavaglini, tovaglioli, strofinacci, intagliare il cuoio e robe del genere... Io e Miki decidemmo per le collane di perline, che faceva molto nativo d'America ora che ci penso! L'animatore arriva e posa sul tavolo come se fossero delle reliquie, le scatole delle perline: tinte unite o iridescenti, grosse come meloni o piccole come capocchie di spilli, forma rotonda o allungata... insomma, il paradiso terrestre delle perline. Dicevo, mette giù le perline, ci guarda uno a uno nelle palle degli occhi e fa con voce cupa e tenebrosa: "STATE ATTENTI A NON ROVESCIARE LE SCATOLETTE A TERRA, SE ACCADE LE RACCOGLIERETE UNA A UNA DA TERRA!!!". Alla fine erano più per terra tra i ciottoli (perchè si lavorava all'aperto) che nelle loro custodie, ma sì, così è la vita e il povero Zeno se l'è messa via.
- L'amore di Miki C'era sto ragazzino, un po' grassoccio ma dalla faccia simpatica che s'era invaghito della mia amica. Lei ha provato in tutti i modi a mantenere le distanze, ma più lo trattava male più lui se ne innamorava. L'ultimo giorno di campo la Miki mi si avvicina con una faccia terrorizzata e mi fa: "Ià stammi vicino per tutto il tempo. Federico ha detto che mi deve dire una cosa importante ma io non ci voglio parlare. Se sto con te non mi si avvicina". E io: "Non ti preoccupare Miki, non ti tolgo gli occhi di dosso!".
Sta di fatto che un ragazzo del campo si avvicina a noi due e inizia a fare un gioco di prestigio con le monetine ed io rimango folgorata a guardarlo. Ad un certo punto mi volto per parlare alla Miki e lei non c'è...............
... la vedo salire il sentiero dietro a questo Federico, la faccia funerea puntata al suolo e i movimenti scattosi tipo robot (fa così quando è nervosa).
"Ops, meglio se mi dò alla macchia" e così tento di scovare un nascondiglio sicuro.
Purtroppo non lo trovo e alla fine la vedo ritornare, sempre con movimenti scattosi, la faccia scazzata e il povero Federico dietro di lei con gli occhi lucidi. Praticamente s'era dichiarato, le aveva domandato di scambiarsi l'indirizzo ma lei l'aveva totalmente rifiutato.
"Toh, mi ha dato il suo indirizzo", quindi lo straccia e me lo abbandona in mano...
- La lettera minatoria Dopo qualche mese dall'ultimo campo vado a trovare la Miki che mi fa: "Ià sai che ho ricevuto la lettera da quel rompiscatole? Ahhh, ma stavolta gliene ho dette quattro, gli ho scritto una lettera dove gli dicevo di non rompere, che non mi piaceva, che era brutto e che tutte le sue lettere le avrei comunque gettate nel caminetto". "Va bene Miki, ma a che indirizzo l'hai mandato? Il foglietto l'hai mollato a me!". E lei: "Sai l'elenco dei partecipanti che ci hanno dato alla fine del campo? Beh ho beccato il primo Federico della lista, verso la lettera B e l'ho inviato a lui".
"..."
"Mikiiii porca paletta, ma lui ha il cognome che inizia per S, a chi diavolo l'hai mandato?!"
"Ops, mi sa che ho sbagliato".
Ora ci sarà un povero disgraziato che ancora penserà a che ha fatto di male per ricevere una lettera minatoria da questa sconosciuta.
Il Patato è in salotto che si guarda il Daitarn 3... io c'ho provato a seguirlo ma, boh, certi cartoni animati perdono di fascino raggiunta l'età della ragione.
Per dire oggi i robots li trovo delle scatolette trasformabili un po' patetiche: sono congegni all'avanguardia con armi coperte da segreto aziendale, eppure c'è sempre il bestio di turno che gli fa un mazzo tanto per venti minuti.
Eppure devo dire grazie al Daitarn, grazie perchè m'hai riportato a galla un ricordo: io confesso d'aver avuto i Transformer... da piccola... sì... tra una Barbie finta e il Cicciobello in comodato d'uso dalla sorella.
Ed erano bellini, di colori diversi (il rosso che è sempre il capo, il blu il riflessivo, il verde la mezza sega...) e potevano assumere forme di macchinine, camions o motociclette. Quest'ultimo poi era davvero complicato da trasformare: le ruote stavano sempre sopra al sellino e per metterle al loro posto con la mia grazia femminile, rischiavo sempre di frantumare tutto. Così ho imparato che al primo CRICK, davo un'occhiata furtiva attorno per sincerarmi dell'assenza di sguardi giudici e risistemavo il robottino al suo stato originale. Poi, per forza di cose, diventava quello che se ne stava di vedetta.
Ma la Barbie, oh sì, lei era Il Mio Sogno... peccato solo che a mamma stesse antipatica e non me l'ha maaaaai comprata.
"Perchè?", domandavo, "Perchè ha la faccia di una con la puzza sotto al naso", diceva lei.
... poi crescendo ho imparato a leggere tra le righe e sì, noto che la Barbie c'ha effettivamente la faccia da battona, seppur con un guardaroba invidiabile.
Per non privare, però, la primogenita dell'esperienza d'una bambolina super-accessoriata, l'acquisto (me lo ricordo come se fosse ieri) venne dirottato verso la... "Famiglia Cuore": mamma, babbo e gemellini (ahahaha, invece di ficcare la bambola in sella a un cavallo dalla criniera chilometrica cambiavo pannolini a manetta... spero vivamente che non sia lo specchio del mio futuro).
Ben presto i bambini hanno perso il loro corredo originario, mamma le scarpe e babbo i pantaloni... ma gli slip scolpiti sulla plastica rosa hanno sempre avuto un certo che d'interessante.
Alla fine dove voglio andare a parare? Non lo so, ma scommetto che ognuno di noi ha almeno un ricordo legato a cartoni animati e giocattoli: conosco una persona che tiene ancora il cofanetto di Polly Pocket dalle elementari... e la considero un mito!
Anni fa eravamo in uno stretto sentiero di montagna dalla pendenza esagerata... a destra e sinistra solo pini silvestri, fitti fitti.
Mio padre ci precedeva facendo strada lungo il sentiero, seguivo io e poi mia sorella Marta.
Ad un certo punto mio padre esclama eccitato: BABBO: "Guardateeeeeee!!!!! Un gallo cedroneeeeeee!!!!!" IO & MARTA: "(facendo guizzare gli occhi a destra a manca, su, giù e in obliquo) Dove? Dove? DOVE? DOVE?" BABBO: "(tono scazzato) Ma come doveeee... lassù sul sentiero, di fronte a me!!" IO: "(alzo lo sguardo e vedo solo la crapa grigia di mio padre) Ma non vedo nulla!" BABBO: "Shhhh, silenzio che lo spaventate... ecco si sta spontando!" IO: "(mi metto in punta di piedi nel tentativo di scavalcare prospettivamente mio padre e osservare quella bestia mai vista) Ma... ma... non la vedoooo! (piagnucolo)" MARTA: " Ecco lo vedo... lo vedo!!!" IO: "(moto di rabbia, quindi mi volto e seguo il suo sguardo che punta nel boschetto alla nostra sinistra) Dov'èèèè? Uffiiii, ma sono io l'unica pirla che non lo vede?! (esasperata)" MARTA: "Là sui rami! Oh che bello! (tono trionfante)" IO: "Sob, non lo vedoooo!" BABBO: "Ecco, se n'è andato!" MARTA: "Ah.... allora non era un gallo cedrone quello che ho visto io.......! (tono vergognoso)" IO: "Ma che hai visto allora?" MARTA: "Non so, io pensavo di averlo visto laggiù....... (pausa riflessiva) In effetti era un po' strano visto che ERA APPESO SUL RAMO A TESTA IN GIU' E MI FISSAVA ANCHE!!!"
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Ecco perchè mio padre ha preso in seria considerazione di disinstallare "Moorhuhn" dal pc...
• Fare un viaggio in Giappone; • Trovare una casetta in campagna che costi poco (e farmi un'adorata cabina-armadio stile americano); • Trovare un lavoro che mi piace e che paghi bene (seeeh, ora sto proprio esagerando); • Diventare più alta di 10 cm? No eh?; • Trovare un Amore vero e sincero e sperare che questa sfiducia e titubanza passi in fretta; • Continuare a vivere alla giornata, con il "carpe diem" come mantra; • Piantarla di cuccare solo ventenni! Anche se sono dei figoni rugbysti... • Beh visto che siamo in vena di mission impossible, direi anche tornare nella mia cara e vecchia taglia 40 (tanto per usufruire di tutti quegli abiti che mo stanno un po' strettini);
Canzoni preferite
• A.F.I. - This Time Imperfect • Bullet For My Valentine - Tears Don't Fall • Chemical Brothers - Hey Boy, Hey Girl • Deep Forest - While The Earth Sleeps • Depeche Mode - Home • Gary Jules - Mad World • Jeff Buckley - Hallelujah • Led Zeppelin - Kashmire • Lil Wayne - Lollipop • Loreena McKennitt - The Mummers' Dance • Roxette - Whis I Could Fly • Suede - Everything Will Flow • System Of A Down - Toxicity • The Cure - Lullaby • The Who - Behind Blue Eyes • Within Temptation - Mother Earth
Libri letti man mano... dall'anno 2007!
• Il nido dei calabroni - Patricia Cornwell (gen/07) • Nel bianco - Ken Follett (feb/07) • Sveglia, sir! - Jonathan Ames (mar/07) • Abbaiare stanca - Daniel Pennac (mar/07) • Tre metri sopra il cielo - Federico Moccia (apr/07) • Un posto nel mondo - Fabio Volo (apr/07) • Ho voglia di te - Federico Moccia (mag/07) • Harry Potter e l'Ordine della Fenice - J.K. Rowling (mag/07) • Harry Potter e il Principe Mezzosangue - J.K. Rowling (mag/07) • Io sono di legno - Giulia Carcasi (mag/07) • La Profe - Diario di un'insegnante con gli anfibi - Antonella Landi (giu/07) • Ehi, prof! - Frank McCourt (lug/07) • Cronache del mondo emerso - Licia Troisi (ago/07) • Eragon - Christopher Paolini (set/07)
• Sono un po' indietro con la lista, che fo? Provo l'aggiornamento? Uso una patch? E se poi si svampa tutto? (giu/08!!!)
• Qualcosa di buono - Sveva Casati Modigliani (credo ott/07) • Carrie - Stephen King (gen/08) • Harry Potter e i Doni della Morte - J.K. Rowling (mag/08)
Zodiaco del blogghete
日本国 _ 一
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